Ada Gobetti Marchesini Prospero
ASCOLTAR PARLARE CROCE
La lunga amicizia con Benedetto Croce è stata per Ada una delle esperienze più importanti e determinanti della sua vita. Le lunghe conversazioni, le passeggiate, gli incontri durante i mesi estivi a Meana prima e a Pollone poi, furono una consuetudine dal 1927 fino al 1942, ossia fino a che la guerra impedì a Croce di venire a passare le vacanze in Piemonte. Anche dopo la guerra i rapporti di Ada con Croce si mantennero intensi, anche se da una parte gli impegni di Ada nella vita pubblica e dall’altra la salute di Croce che gli impedì di trascorrere l’estate in Piemonte, resero meno frequenti gli incontri, meno regolari le visite e le conversazioni. Ada mille volte, soprattutto dopo la guerra, si rammaricò di non aver tenuto appunti precisi sulle conversazioni con Croce, sull’esempio di quanto aveva fatto Boswell con Samuel Johnson, la cui biografia fu proprio Croce a far conoscere ad Ada, incoraggiandola a tradurla. E in questi ultimi anni, soprattutto durante le vacanze estive, s’era messa a buttar giù qualche paginetta di ricordi su Croce. E in questi ultimi tempi, poi aveva deciso finalmente di mettere insieme un volumetto, con questi ricordi integrati dalle numerose lettere di Croce. Il lavoro purtroppo è rimasto interrotto; ma è probabile che ordinando le pagine già scritte, gli appunti, le lettere, qualche passo potrà essere pubblicato. Testo premesso da Paolo Gobetti alla trascrizione dei ricordi crociani della madre (1968)
- 978-88-9380-421-9
- 2026
- €16.00
Ada Gobetti Marchesini Prospero (Torino 1902-1968), giovanissima vedova di Piero Gobetti, dopo il trauma per la perdita del marito ritrovò un equilibrio di vita tornando al lavoro intellettuale anche grazie all’amicizia che strinse con Benedetto Croce durante le villeggiature estive. Il filosofo la incitò a tradurre importanti opere della storiografia inglese contemporanea e a cimentarsi in monografie critiche su classici dell’Illuminismo come Pope e Johnson, né peraltro fu senza influenza sulle successive scelte di Ada nell’azione politica e civile, durante la Resistenza e poi nell’Italia repubblicana. Il testo che qui si pubblica autonomamente per la prima volta (conobbe una prima edizione in rivista, nel 1989) è stato ricontrollato sull’autografo e dà conto di come la giovane intellettuale torinese visse quel rapporto singolare.
Emanuele Cutinelli-Rendina (Roma 1959) è professore ordinario di italianistica nell’Università di Strasburgo. Per i nostri tipi ha curato, in collaborazione con Denis Fachard, l’edizione di due corpora di testi diplomatici fiorentini dei primissini anni del XVI secolo, la Legazione alla corte di Francia (31 agosto 1501 – 10 luglio 1502) di Luca d’Antonio degli Albizzi e Francesco Soderini (2015), e la Legazione alla corte di Giulio II (13 novembre 1505 – 19 giugno 1506) di Alessandro Nasi (2019), cospicue testimonianze inedite dell’aetas machiavelliana, nelle quali peraltro la presenza del grande Segretario è sempre ben avvertibile dietro le quinte. Ha inoltre accompagnato con una postfazione la ristampa di una rara raccolta di scritti di intervento civile del filosofo dell’estetica Rosario Assunto, Intervengono i personaggi (col permesso degli autori) (2019).

