Mario Praz
I CLOWNS DEL CIRCO FREUD
Vasti e strani domìni
Pochi scrittori hanno saputo guardare alla modernità con l’ironia, la diffidenza e la sterminata memoria di Mario Praz. In queste pagine l’arte del Novecento entra nel suo inconfondibile gioco di specchi, dove ogni novità sembra risvegliare un’eco lontana. Duchamp rimanda all’alchimia e al Roman de la Rose, l’arte cinetica agli automi antichi, il surrealismo a fantasie di altri secoli. Dietro l’avanguardia e le sue promesse Praz riconosce così persistenze, ritorni e genealogie impreviste. Il gusto della provocazione si accompagna tuttavia a un sentimento più segreto: quello di una civiltà delle forme che vede mutare i propri confini. Fra ironia ed erudizione, insofferenza e curiosità, il suo sguardo non smette mai di interrogare ciò che respinge. Ne nasce un piccolo viaggio nei «vasti e strani domìni» dell’arte contemporanea, percorso dalla domanda su che cosa ancora possa chiamarsi arte.
- 978-88-9380-422-6
- 2026
- €14.00
Mario Praz (1896-1982), critico letterario e saggista italiano, fu tra le personalità più importanti nel campo dell'anglistica italiana, indagò, in qualità di comparatista, l'influsso della cultura italiana in Inghilterra e illustrò singole figure, aspetti, periodi della letteratura inglese. Praz ha portato nei suoi studi e nella sua scrittura l'ampiezza e l'acutezza di visione che gli sono derivate dalle ampie conoscenze di letteratura comparata sul romanticismo e sul decadentismo; ha condotto studi sui rapporti tra arti visive e letterarie, concentrandosi in particolar modo sull’influsso della letteratura e della cultura italiana in Europa, con inclusione dei rapporti tra Italia e Inghilterra e del filone degli Inglesi in Italia, quali Vernon Lee.
Giuseppe Balducci (1992) è critico e traduttore letterario. La sua attività di ricerca si concentra sulle letterature comparate e sulla cultura europea moderna, con particolare attenzione ai rapporti fra letteratura, arti, teatro, estetica e tradizione classica. Un nucleo centrale dei suoi studi è costituito dall’opera di Mario Praz, alla quale ha dedicato ricerche bibliografiche e archivistiche. Di Praz ha curato Misteri d’Italia (Aragno, 2022) e Alcibiade. Gli articoli di «Paese Sera» 1960-1972 (Aragno, 2024), quest’ultimo con prefazione di Alvar González-Palacios, oltre ad altri scritti minori. Parallelamente si è occupato della riscoperta e della traduzione di autori della letteratura europea fra Otto e Novecento. Ha curato e tradotto Matelot di Pierre Loti (Robin, 2023), Di santi, diavoli e… «The Yellow Book» 1895-1896 di Frederick Rolfe (con Giovanni Balducci, Aragno, 2024), Capri. Annotazioni antiquarie di Norman Douglas (La nave di Teseo, 2025), Arte in America di Aleister Crowley (con Giovanni Balducci, Aragno, 2025), Amore cameratesco. L’amicizia virile in «Calamus» di Whitman di John Addington Symonds (Editoriale Scientifica, 2026) e Thomas l’impostore di Jean Cocteau, con una presentazione di Claude Arnaud (SE, 2026). Ha inoltre curato, con Giovanni Balducci, Giulio Cesare. Dialogo con un’ombra (Aragno, 2023) e Il Bestiario Celeste di Henry de Montherlant (Aragno, 2024). Nel 2025 ha pubblicato la monografia Pierre Loti fra esotismo e femminilità (Rosenberg & Sellier), studio dedicato in particolare ad Aziyadé e Madame Chrysanthème e alla funzione dell’esotismo nell’opera dello scrittore francese. Suoi studi sono apparsi in riviste scientifiche quali Studi Francesi, Divus Thomas, Studium, Illuminazioni e Nuova informazione bibliografica. All’attività scientifica affianca quella di critica e divulgazione letteraria e cinematografica, con interventi apparsi su periodici e testate culturali come Artribune, Cinematografo, Il Giornale dell’Arte, Il Tascabile. I suoi interessi di ricerca comprendono soprattutto la letteratura francese, inglese, italiana e tedesca dell’Otto e del Novecento, la fortuna moderna della cultura classica, la storia delle idee e del gusto e le relazioni fra letteratura e arti figurative.

