Alberto Savinio
LA VITA INDIRETTA
Scritti sul cinema
Sul cinema Savinio posò uno sguardo insieme incantato e diffidente, riconoscendovi una delle forme più enigmatiche della modernità. Da René Clair a Chaplin, da Cocteau a Disney, lo schermo gli offre l’occasione per interrogare il sogno, l’arte, i caratteri dei popoli e le metamorfosi della civiltà. Il cinema diventa così qualcosa di più del cinema: un modo obliquo di osservare il mondo. Arte ancora giovane, conserva per lui l’innocenza della scoperta e già reca in sé i pericoli della macchina, dell’industria, della ripetizione. Nelle sue immagini Savinio cerca ciò che cercava nella letteratura e nella pittura: il mistero nascosto sotto la superficie delle cose. E anche quando giudica, stronca o irride, non smette di domandarsi quale promessa custodisca quell’universo di ombre. Con l’ironia e l’intelligenza del paradosso che gli sono proprie, ne segue seduzioni, prodigi e inganni. Fino a riconoscervi una forma di quella «vita indiretta» che è, forse, il destino stesso dell’uomo civile.
- 978-88-9380-424-0
- 2026
- €22.00
Alberto Savinio (Atene, 1891 – Roma, 1952), pseudonimo di Andrea de Chirico, fu scrittore, pittore, musicista e intellettuale fra i più originali del Novecento italiano. Fratello di Giorgio de Chirico, partecipò alle esperienze delle avanguardie europee, elaborando tuttavia una poetica personalissima, nutrita di mito, ironia e memoria. Visse a lungo tra Parigi, Milano e Roma, attraversando con inesauribile curiosità letteratura, teatro, musica, pittura e cinema. Tra le sue opere maggiori figurano Hermaphrodito, Tragedia dell’infanzia, Infanzia di Nivasio Dolcemare, Ascolto il tuo cuore, città e Nuova enciclopedia. La sua opera, refrattaria a scuole e classificazioni, resta una delle più singolari avventure dell’intelligenza europea del XX secolo.
Giuseppe Balducci (1992) è critico e traduttore letterario. La sua attività di ricerca si concentra sulle letterature comparate e sulla cultura europea moderna, con particolare attenzione ai rapporti fra letteratura, arti, teatro, estetica e tradizione classica. Un nucleo centrale dei suoi studi è costituito dall’opera di Mario Praz, alla quale ha dedicato ricerche bibliografiche e archivistiche. Di Praz ha curato Misteri d’Italia (Aragno, 2022) e Alcibiade. Gli articoli di «Paese Sera» 1960-1972 (Aragno, 2024), quest’ultimo con prefazione di Alvar González-Palacios, oltre ad altri scritti minori. Parallelamente si è occupato della riscoperta e della traduzione di autori della letteratura europea fra Otto e Novecento. Ha curato e tradotto Matelot di Pierre Loti (Robin, 2023), Di santi, diavoli e… «The Yellow Book» 1895-1896 di Frederick Rolfe (con Giovanni Balducci, Aragno, 2024), Capri. Annotazioni antiquarie di Norman Douglas (La nave di Teseo, 2025), Arte in America di Aleister Crowley (con Giovanni Balducci, Aragno, 2025), Amore cameratesco. L’amicizia virile in «Calamus» di Whitman di John Addington Symonds (Editoriale Scientifica, 2026) e Thomas l’impostore di Jean Cocteau, con una presentazione di Claude Arnaud (SE, 2026). Ha inoltre curato, con Giovanni Balducci, Giulio Cesare. Dialogo con un’ombra (Aragno, 2023) e Il Bestiario Celeste di Henry de Montherlant (Aragno, 2024). Nel 2025 ha pubblicato la monografia Pierre Loti fra esotismo e femminilità (Rosenberg & Sellier), studio dedicato in particolare ad Aziyadé e Madame Chrysanthème e alla funzione dell’esotismo nell’opera dello scrittore francese. Suoi studi sono apparsi in riviste scientifiche quali Studi Francesi, Divus Thomas, Studium, Illuminazioni e Nuova informazione bibliografica. All’attività scientifica affianca quella di critica e divulgazione letteraria e cinematografica, con interventi apparsi su periodici e testate culturali come Artribune, Cinematografo, Il Giornale dell’Arte, Il Tascabile. I suoi interessi di ricerca comprendono soprattutto la letteratura francese, inglese, italiana e tedesca dell’Otto e del Novecento, la fortuna moderna della cultura classica, la storia delle idee e del gusto e le relazioni fra letteratura e arti figurative.

