Colette
NUDITÀ
«La nudità integrale calma». Con questa affermazione paradossale, formulata nel 1943 tra le quinte delle Folies-Bergère, Colette scardina i luoghi comuni della morale borghese e della retorica erotica. Per l'autrice di Chéri e La Vagabonda, la nudità non è né seduzione né scandalo, ma una suprema «forma di verità». In queste pagine folgoranti, il corpo femminile, sottratto alla frenesia del desiderio e alla volgarità del travestimento, si eleva a oggetto estetico, facendosi statuario, atemporale, quasi sacro. Dalle scene del music-hall parigino alle riflessioni metafisiche sui simulacri di cera e sui manichini moderni, Colette indaga il confine labile tra il vivente e l'artificiale, tra l’autenticità della carne e l'inquietudine del feticcio. Nudité non è un trattato sulla sessualità, ma un’analisi fenomenologica dello sguardo: un invito a guardare senza possedere, a descrivere senza giudicare, fino a raggiungere quel punto in cui la scrittura stessa si fa nuda, essenziale, priva di ogni superfetazione psicologica. Testo della maturità, Nudité riassume la parabola di una scrittrice che ha fatto dell'autonomia personale e della sapienza dei sensi il proprio mestiere. Attraverso una prosa di altissima raffinatezza stilistica, costruita per sottrazione, Colette ci restituisce un’immagine della modernità incarnata, dove la libertà non è una proclamazione ideologica, ma una pratica quotidiana di fedeltà a se stessi e alla nuda verità del tempo che scorre.
- 978-88-9380-394-6
- 2026
- €15.00
Colette (1873 - 1914), al secolo Sidonie-Gabrielle Colette, è stata una delle figure più emblematiche e dirompenti della modernità letteraria europea. Esordisce sotto l’ala del marito Willy con la serie scandalosa delle Claudine, per poi conquistare una radicale indipendenza come mima, danzatrice di music-hall e giornalista. Protagonista assoluta della Belle Époque e della Parigi tra le due guerre, ha saputo raccontare come nessun altro le ambiguità del desiderio, la fragilità dei legami e la potenza dei sensi, elevando il dettaglio quotidiano a categoria universale. Prima donna nella storia di Francia a ricevere funerali di Stato, membro e presidente dell’Académie Goncourt, Colette ha trasformato la propria biografia in un’opera d’arte totale.
Giovanni Balducci (1988), saggista, ha curato tra gli altri Soggiorno a Venezia (Luni, Milano) di Marcel Proust e Fede e avvenire (Bonanno, Acireale-Roma) di Giuseppe Mazzini. Suoi scritti sono apparsi su «CulturaIdentità», «Barbadillo», il «Sole24Ore». È autore dei saggi La vita quotidiana come gioco di ruolo (Mimesis, Milano-Udine) e Sotto la cupola del vero. Breviario della Tradizione (Solfanelli, Chieti).

