Charles Baudelaire
RIVOLTA
«O Satana della lunga Miseria mia, pietà» (C. Baudelaire) «Baudelaire era un cristiano divenuto manicheo. Lo è stato perché non ha saputo sottrarsi a quell’antinomia tra bene e male che è una delle componenti fondamentali del pensiero cristiano e del pensiero occidentale. Cercando di slargare, di rendere più plausibili e più maneggevoli i dogmi cristiani cui si riduce questa antinomia – i dogmi della caduta, del peccato compensati, ma rigidamente, dai dogmi dell’incarnazione e della redenzione – Baudelaire ha creduto di trovare nello schema manicheo una formula più franca, più ampia. Ma questo manicheismo era solamente una variazione sul tema inevitabile dell’antinomia, e tale variazione conferiva un accento ancor più rigoroso, più inesorabile all’orribile antinomia» (P. Drieu La Rochelle)
- 978-88-9380-348-9
- 2025
- €12.00
Charles Baudelaire (Parigi, 1821-1867), poeta e critico letterario, pur fra interpretazioni diverse o opposte, è ritenuto l’iniziatore di un nuovo corso poetico, e la sua opera viene collocata fra le più alte espressioni della poesia di tutti i tempi e paesi. Autore di un unico ma fondamentale libro di poesie, Fleurs du Mal (1857), la sua grande originalità non fu interamente compresa dai suoi contemporanei, nemmeno dai suoi amici più vicini (Gautier o Sainte-Beuve), ma esercitò subito un’influenza notevolissima sul Parnasse, e poi sulla scuola simbolista; e quindi grande suggestione ebbe su Verlaine, su Mallarmé, su Rimbaud, e su tutta la successiva poesia francese ed europea, fino al surrealismo.
Alessandro Settimo è saggista e traduttore.

