André Gide
SULLE INFLUENZE LETTERARIE
Per quanto sconveniente possa apparire, v’ha un campo in cui l’influenza non soltanto è benefica e rinsanguante, ma addirittura desiderabile. Esso campo – è la letteratura. Campo incircoscrivibile, a vero dire; campo che scampa a sé medesimo, che tutto dilata; che travolge nel proprio bollore mercuriale, nell’intensità di un febbrile addipanarsi, la vita intera. Ché l’uomo non può non essere influenzato. E riconoscere l’influenza sia ineludibile (del mondo – della società – della letteratura), riconoscerne il fatto cioè, equivale sempre un crimine per solito inaccettabile agli individui: quello di lesa personalità. Quasi un attentato terroristico all’Io. Ora: se tra le influenze del mondo e della società, (una volta ravvisate), è giocoforza destreggiarsi come serpi e colombe, viceversa, quelle della letteratura, hanno ad essere nutrite. La contaminazione o infezione o diffusione epidemica della letteratura – infatti e solamente – dà vita. Questo, in breve, l’assunto della conferenza di André Gide intorno alle influenze letterarie che qui pubblichiamo. E di cui per vero mai dovremmo finire di ringraziare Gide.
- 978-88-9380-395-3
- 2026
- €15.00
André Gide (1869-1951), premio Nobel per la letteratura nel ’47, fu uno dei più grandi scrittori del secolo scorso. Tra le sue opere maggiori ricordiamo: I nutrimenti terrestri (1897), L’immoralista (1902), I sotterranei del Vaticano (1914), I falsari (1925), Così sia, ovvero il gioco è fatto (postumo, 1952).
Alessandro Settimo è saggista e traduttore.

