Georg Simmel
MORTE E DESTINO
La riflessione di Georg Simmel sulla finitezza umana non appartiene alla biologia, ma alla morfologia dello spirito. In questo volume, che per la prima volta integra e mette a confronto due testi cruciali della sua maturità - Metafisica della morte (1910) e Il problema del destino (1913) - l'esistenza viene indagata come un organismo vivente che trova nel limite la sua stessa condizione di possibilità. Per il filosofo berlinese, la morte non è un'irruzione esterna che tronca il cammino dei giorni, ma un principio strutturale che abita la vita fin dal suo primo istante. È la “forma” che sottrae il vivere all'indistinto, conferendogli quell'unità e quel significato che permettono all'individuo di proiettarsi oltre se stesso, nelle opere della cultura e nei simboli dell'eterno. A questo nodo metafisico si lega, in una dialettica serrata, la questione del destino: un concetto che Simmel sottrae alla cieca fatalità per restituirlo a una dinamica interiore, dove il caso si trasforma in una trama necessaria di senso. Attraverso una prosa di rara densità speculativa, Simmel esplora la tensione irriducibile tra la libertà del singolo e le forze impersonali che orientano il divenire. Questi saggi, pietre miliari del vitalismo neokantiano, sunteggiano le grandi inquietudini del Novecento, offrendo una sintesi magistrale tra la necessità del limite e l'apertura all'infinito.
- 978-88-9380-391-5
- 2026
- €16.00
Georg Simmel (1858-1918) è il filosofo – sociologo che ha studiato la vita nella moderna città metropolitana e l’essenza del denaro. Tra le molte sue opere ricordiamo Filosofia del denaro (1900), La metropoli e la vita dello spirito (1903), Domande fondamentali di sociologia (1917).
Mauro Cascio (1971), professionista delle pratiche filosofiche (SUCF-Pragma), ha curato studi sulla Logica hegeliana (McTaggart, Noël) e sulla ricezione della filosofia classica tedesca nella Napoli dell’Ottocento (Vera, Mariano). Il fulmine della soggettività. Attraversamenti hegeliani dall’infinita periferia (2024) è il suo ultimo libro.
Giovanni Balducci (1988), saggista, ha curato tra gli altri Soggiorno a Venezia (Luni, Milano) di Marcel Proust e Fede e avvenire (Bonanno, Acireale-Roma) di Giuseppe Mazzini. Suoi scritti sono apparsi su «CulturaIdentità», «Barbadillo», il «Sole24Ore». È autore dei saggi La vita quotidiana come gioco di ruolo (Mimesis, Milano-Udine) e Sotto la cupola del vero. Breviario della Tradizione (Solfanelli, Chieti).

